I ritardi nei pagamenti in Francia hanno raggiunto il livello più alto mai registrato. Secondo la quarta indagine Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese francesi, quasi nove aziende su dieci hanno incassato in ritardo almeno una fattura nell’ultimo anno.

È un dato che riguarda da vicino anche le imprese italiane: la Francia è uno dei principali mercati di sbocco del nostro export. Un cliente francese che paga tardi, o che non paga affatto, sposta il problema di liquidità direttamente sul fornitore italiano.

Ritardi nei pagamenti in Francia: i numeri dell’indagine Coface 2026

L’indagine è stata condotta da Coface a giugno 2026 su un campione di 690 aziende. Ecco i dati principali:

  • 89% delle imprese ha subito ritardi di pagamento negli ultimi dodici mesi: è la quota più alta da quando esiste lo studio.
  • 41,2 giorni è la durata media dei ritardi nel 2026, contro i 39,5 giorni del 2025.
  • 46 giorni è il ritardo medio subito dalle microimprese, le più esposte.
  • 58% delle microimprese giudica l’impatto sulla propria liquidità molto significativo o critico.
  • 47% degli intervistati indica come causa principale le difficoltà finanziarie dei propri clienti.

In altre parole, i ritardi non dipendono soprattutto da cattive abitudini di pagamento, ma da clienti che faticano davvero a far fronte ai propri impegni. È il segnale tipico di una fase in cui il rischio di credito sale.

Insolvenze in Francia in aumento: un rischio che corre lungo la filiera

I ritardi si inseriscono in un quadro di insolvenze in Francia ancora in crescita. Tra gennaio e luglio 2026 sono state aperte 43.282 procedure: il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 46% in più rispetto al 2019.

Gli aumenti più marcati riguardano tre comparti:

  • servizi alle imprese;
  • agroalimentare;
  • automotive.

Nei primi sette mesi dell’anno le insolvenze hanno coinvolto 3,6 miliardi di euro di debiti commerciali e quasi 160.000 posti di lavoro. Per il futuro Coface stima un ulteriore aumento delle insolvenze del 7% nel 2026 e del 9% nel 2027.

Ernesto De Martinis, CEO di Coface per l’area Mediterraneo e Africa, sottolinea come l’allungamento dei ritardi e la crescita dei fallimenti vadano letti insieme. Le difficoltà finanziarie di un cliente, osserva, possono propagarsi rapidamente lungo tutta la catena commerciale, da un fornitore all’altro.

Le preoccupazioni delle imprese francesi per il 2027

Il clima di fiducia peggiora: il 56% delle aziende francesi prevede un calo della propria attività nel 2027, contro il 49% dell’indagine precedente. Tra i fattori di preoccupazione più citati ci sono:

  • le tensioni politiche e sociali interne;
  • il contesto geopolitico;
  • l’andamento dei prezzi delle materie prime.

Pesano anche i fattori internazionali. Oltre tre quarti delle imprese con rapporti commerciali diretti con gli Stati Uniti dichiarano di aver risentito dei dazi. L’84% del campione segnala inoltre effetti legati alle tensioni in Medio Oriente e alle interruzioni del traffico nello Stretto di Hormuz.

Cosa significano i ritardi nei pagamenti per chi esporta in Francia

Per un’azienda italiana che vende oltralpe, i dati Coface si traducono in tre rischi concreti:

  1. Tempi di incasso più lunghi, con un impatto diretto sul capitale circolante e sulla pianificazione di cassa.
  2. Maggiore probabilità di insoluti, soprattutto verso clienti di piccole dimensioni o attivi nei settori più colpiti.
  3. Effetto domino: un cliente francese in difficoltà può ritardare i pagamenti verso tutti i suoi fornitori, compresi quelli italiani.

Agroalimentare e automotive, due dei settori francesi con più insolvenze, sono anche comparti chiave dell’export italiano. Chi opera in queste filiere dovrebbe rivedere ora le condizioni di pagamento e i fidi concessi ai clienti francesi.

Una dinamica simile l’avevamo già osservata nel nostro focus sui pagamenti in Germania: i grandi mercati europei stanno diventando meno prevedibili sul fronte degli incassi.

Come difendersi dai ritardi nei pagamenti: 4 strumenti concreti

Non si può controllare la congiuntura francese, ma si può ridurre la propria esposizione. Questi sono gli strumenti che consigliamo alle imprese che seguiamo.

1. Verificare l’affidabilità dei clienti prima di concedere credito

Prima di accettare un ordine importante o di allungare le dilazioni, conviene conoscere la solidità finanziaria del cliente. Le informazioni commerciali Coface offrono dati aggiornati su clienti e fornitori in tutto il mondo, Francia compresa.

2. Assicurare i crediti commerciali

L’assicurazione crediti protegge il fatturato dal rischio di mancato pagamento. In caso di insolvenza del cliente, l’impresa viene indennizzata e la liquidità resta al sicuro. Inoltre l’assicuratore monitora nel tempo i clienti assicurati e segnala i peggioramenti.

3. Monitorare il portafoglio clienti in modo continuativo

Un cliente puntuale oggi può non esserlo tra sei mesi. Controllare regolarmente i tempi medi di incasso per cliente e per Paese aiuta a cogliere i primi segnali di difficoltà e a intervenire su fidi e condizioni.

4. Agire subito sugli insoluti

Più il credito invecchia, più diventa difficile da incassare. Il servizio di recupero crediti di Coface opera in via stragiudiziale e giudiziale, anche all’estero, attraverso la propria rete diretta e i partner locali.

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Credit Solution Srl, agenzia Coface con sedi ad Alessandria e Piacenza, affianca da oltre vent’anni le imprese nella gestione del rischio di credito in Italia e all’estero.

Se vendi in Francia, o in altri mercati europei, possiamo analizzare insieme la tua esposizione e individuare la soluzione più adatta. Contattaci per una consulenza.

Fonte dei dati: indagine Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese in Francia, edizione 2026. Approfondimenti sul sito di Coface Italia.

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Inserire il blocco “FAQ by Rank Math” prima della sezione finale “Proteggi i tuoi crediti”: genera automaticamente lo schema FAQPage. Titolo del blocco: “Domande frequenti sui ritardi nei pagamenti”.

Quanto durano in media i ritardi nei pagamenti in Francia? Nel 2026 il ritardo medio è di 41,2 giorni, in aumento rispetto ai 39,5 giorni del 2025. Per le microimprese sale a 46 giorni, secondo l’indagine Coface condotta su 690 aziende.

Le insolvenze in Francia continueranno ad aumentare? Sì, secondo le previsioni Coface. Dopo le 43.282 procedure registrate nei primi sette mesi del 2026, si stima una crescita delle insolvenze del 7% nel 2026 e di un ulteriore 9% nel 2027.

Quali settori francesi sono più colpiti dalle insolvenze? Gli aumenti più forti riguardano i servizi alle imprese, l’agroalimentare e l’automotive: settori in cui operano molti fornitori italiani.

Come può un’azienda italiana proteggersi dai ritardi nei pagamenti dei clienti francesi? Gli strumenti principali sono tre: verificare l’affidabilità dei clienti con informazioni commerciali aggiornate, assicurare i crediti commerciali contro il mancato pagamento e attivare subito il recupero crediti in caso di insoluto.

Che cos’è l’assicurazione dei crediti commerciali? È una polizza che indennizza l’impresa quando un cliente non paga per insolvenza o ritardo prolungato. Include anche il monitoraggio continuo dei clienti assicurati, utile per prevenire le perdite.