Ritardi nei pagamenti in Germania: i dati Coface 2026
La ripresa dell’economia tedesca non si vede ancora negli incassi. I ritardi nei pagamenti in Germania hanno toccato il livello più alto dal 2019: secondo la decima indagine Coface sui comportamenti di pagamento, l’82% delle imprese tedesche ha ricevuto pagamenti in ritardo nell’ultimo anno.
Per le aziende italiane il tema è centrale. La Germania è il primo partner commerciale dell’Italia, e un rallentamento degli incassi lungo le filiere tedesche arriva rapidamente anche ai fornitori italiani.
L’indagine è stata condotta su 503 imprese tedesche. I risultati principali:
- 82% delle imprese ha subito ritardi negli ultimi dodici mesi, contro l’81% del 2025: è il dato più alto dal 2019.
- 30,2 giorni è la durata media dei ritardi, in calo rispetto ai 31,8 giorni del 2025 e ben sotto i quasi 40 giorni del periodo pre-pandemia.
- 45 giorni è il ritardo medio nell’automotive, il settore peggiore, in forte aumento rispetto ai 32,1 giorni del 2025.
- 19,5 giorni è il ritardo medio nel comparto carta e packaging, il migliore.
Il quadro è quindi duplice: i ritardi sono più diffusi ma, in media, un po’ più brevi. Le imprese tedesche stanno reagendo accorciando le dilazioni concesse ai clienti per proteggere la propria liquidità.
Il rischio di effetto domino lungo le filiere
La causa principale dei ritardi resta la difficoltà finanziaria dei clienti. Il dato nuovo è un altro: il 33% delle imprese attribuisce i problemi dei propri clienti ai ritardi che questi subiscono a loro volta. Un anno fa la quota era del 23%.
È il segnale di un effetto domino: chi non incassa, paga tardi i propri fornitori, e il problema si propaga da un anello all’altro della catena. Pietro Vargiu, Country Manager di Coface Italia, sottolinea che questa dinamica può raggiungere rapidamente anche clienti e fornitori italiani. Per questo, osserva, monitorare la solidità delle controparti e proteggere il cash flow diventa sempre più importante.
Crediti scaduti e insolvenze in Germania restano elevati
Oltre alla frequenza dei ritardi, cresce il peso dei crediti scaduti da molto tempo. Il 15% delle imprese dichiara che i pagamenti in ritardo da 6 a 24 mesi valgono almeno il 2% del fatturato annuo, contro il 12% dell’anno scorso. Il fenomeno colpisce soprattutto le aziende più piccole.
Anche le insolvenze in Germania sono in aumento dal 2022. Coface prevede un’ulteriore crescita del 5% nel 2026 e livelli di rischio ancora elevati nel 2027.
Le prospettive delle imprese tedesche per il 2027
La fiducia migliora: il 25% delle aziende prevede condizioni di business più favorevoli nel 2027, il 15% un peggioramento e il 45% una situazione stabile. Le opportunità sono viste soprattutto in casa:
| Mercato | Imprese che lo indicano come più promettente per il 2027 |
|---|---|
| Germania | 74% |
| Paesi UE e Regno Unito | 54% |
| Paesi EFTA | 10% |
| Stati Uniti | 4% (era 9% nel 2025 e 15% nel 2024) |
| Cina | 1% |
Il calo di Stati Uniti e Cina riflette i nuovi dazi americani e la crescente concorrenza interna sul mercato cinese. I principali ostacoli indicati sono però domestici: costi elevati e burocrazia (28%), domanda interna debole (20%) e incertezza politica (17%), a cui si aggiungono materie prime e barriere commerciali.
Coface osserva che la ripresa tedesca poggia in larga parte su misure fiscali finanziate a debito, mentre costi energetici e salariali e condizioni di credito più restrittive continuano a pesare. Il rischio di ritardi e mancati pagamenti, secondo Coface, resterà alto anche nel 2027.
Cosa significa per le imprese italiane che vendono in Germania
Per un fornitore italiano, questi dati indicano tre punti di attenzione:
- Clienti più lenti a pagare, soprattutto nell’automotive, filiera in cui la componentistica italiana è molto presente.
- Pressione a rivedere le dilazioni: i clienti tedeschi che accorciano i termini ai propri clienti potrebbero chiedere più tempo ai fornitori.
- Rischio di contagio: un’insolvenza a valle della filiera può bloccare pagamenti che sembravano sicuri.
La situazione tedesca si inserisce in un quadro europeo simile: in Francia i ritardi nei pagamenti hanno coinvolto l’89% delle imprese, un record per l’indagine Coface.
Come tutelare i crediti verso i clienti tedeschi
Quattro strumenti aiutano a ridurre l’esposizione.
1. Valutare il cliente prima di concedere credito
Le informazioni commerciali Coface forniscono dati aggiornati sulla solidità di clienti e fornitori tedeschi, utili per decidere fidi e condizioni di pagamento.
2. Assicurare i crediti commerciali
L’assicurazione crediti indennizza l’impresa in caso di mancato pagamento e include il monitoraggio continuo dei clienti assicurati, con segnalazione dei peggioramenti.
3. Tenere sotto controllo i crediti scaduti
Il dato sui crediti scaduti da 6 a 24 mesi dimostra quanto pesino le partite non incassate. Uno scadenzario aggiornato per cliente e per Paese permette di intervenire prima che il credito diventi difficile da recuperare.
4. Agire subito sugli insoluti
Il servizio di recupero crediti di Coface opera in via stragiudiziale e giudiziale direttamente in Germania, grazie alla presenza locale del gruppo.
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Fonte dei dati: decima indagine Coface sui comportamenti di pagamento delle imprese in Germania, 2026. Approfondimenti sul sito di Coface Italia. Vedi anche il nostro precedente focus sui pagamenti in Germania.
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