Le insolvenze delle imprese tornano a crescere, in Italia e nel mondo. Secondo i dati Coface presentati da Pietro Vargiu, Country Manager di Coface Italia, durante un webinar di Siderweb a settembre 2026, nel 2025 le insolvenze italiane sono state 15.459: il 30% in più rispetto al 2024 e il 28% in più rispetto al 2019.

Dopo l’effetto delle vecchie procedure smaltite nel 2025 il quadro italiano appare più stabile, ma i segnali di peggioramento non mancano. E il fenomeno non riguarda solo l’Italia.

Insolvenze imprese: nel mondo ai massimi da dieci anni

A livello globale le insolvenze d’impresa hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni. Coface indica due cause principali:

  • margini in calo, schiacciati da costi ancora elevati;
  • oneri finanziari in aumento, che pesano soprattutto sulle aziende più indebitate.

A questo si aggiunge il conflitto in Medio Oriente, che secondo Coface rischia di spingere ulteriormente in alto i fallimenti. Per chi cerca nuovi clienti, soprattutto all’estero, è un dato da tenere presente fin dalla fase commerciale.

Insolvenze in Italia: i dati Coface 2025

Il gruppo Coface gestisce nel mondo 724 miliardi di euro di esposizione sul credito B2B, il 10% dei quali in Italia. Nel nostro Paese circa una polizza su cinque riguarda la filiera dell’acciaio, dove Coface monitora gli effetti delle politiche europee sui settori a valle. Ne abbiamo parlato nell’articolo sui dazi sull’acciaio.

Dal portafoglio Coface emerge anche un cambiamento nel comportamento delle imprese:

  • crescono in modo sostanziale i nuovi assicurati, probabilmente perché molte aziende stanno cercando nuovi clienti;
  • calano le richieste di fido sui clienti abituali, mentre quelle su clienti nuovi superano i rinnovi.

In altre parole, le imprese stanno allargando il proprio portafoglio clienti in una fase in cui il rischio di credito è in aumento.

Rischio paese: l’Italia scende a B, la Germania ad A3

Coface ha aggiornato la propria mappa del rischio paese, che misura la probabilità di mancato pagamento nelle transazioni commerciali. Due revisioni riguardano da vicino le imprese italiane:

PaeseValutazione Coface aggiornataCosa indica
ItaliaB (rischio “abbastanza elevato”)unico Paese dell’Europa occidentale con un peggioramento delle performance
GermaniaA3 (rischio “soddisfacente”), da A2 (“basso”)rischio in peggioramento nel primo partner commerciale dell’Italia

Vargiu richiama un indicatore pratico per leggere l’evoluzione del rischio: la crescita del PIL. Quando l’economia cresce meno dell’1% le insolvenze tendono ad aumentare, mentre sopra questa soglia diminuiscono, al netto di cambiamenti normativi. È quanto si osserva oggi in Germania, Francia e Italia; il fenomeno è meno marcato nel Regno Unito e ancora meno nei Paesi emergenti.

I mercati export da monitorare: Germania, Francia e Regno Unito

Per le imprese italiane che esportano, le proiezioni Coface indicano qualche difficoltà di pagamento in più nei principali mercati di sbocco:

  • Germania: l’82% delle imprese tedesche ha già subito ritardi nei pagamenti nell’ultimo anno;
  • Francia: i ritardi di pagamento hanno coinvolto l’89% delle aziende, un record;
  • Regno Unito: atteso un aumento delle difficoltà di pagamento, anche se più contenuto.

La Spagna è invece in controtendenza, con qualche difficoltà in meno attesa. Coface sottolinea che si tratta di proiezioni e non di previsioni certe, ma la direzione è chiara. Per un quadro completo è utile la nostra Guida Rischio Paese e Settoriale 2026. Sul fronte dei costi finanziari, leggi anche la nostra analisi sul rialzo dei tassi.

Come difendersi dall’aumento delle insolvenze

Quando le insolvenze crescono e si cercano nuovi clienti, servono strumenti per scegliere bene e incassare con sicurezza.

1. Valutare i nuovi clienti prima di vendere

Con le informazioni commerciali Coface si verifica la solidità finanziaria di un’azienda, in Italia e all’estero, prima di concedere una dilazione di pagamento.

2. Assicurare i crediti commerciali

L’assicurazione crediti protegge il fatturato dal rischio di insolvenza dei clienti e permette di chiedere un fido su ogni nuovo cliente, ottenendo una valutazione indipendente del suo rischio.

3. Gestire subito gli insoluti

Il servizio di recupero crediti di Coface interviene in via stragiudiziale e giudiziale, in Italia e all’estero, prima che il credito diventi irrecuperabile.

Domande frequenti sulle insolvenze delle imprese

Quante sono state le insolvenze delle imprese in Italia nel 2025?

Secondo Coface, 15.459: il 30% in più rispetto al 2024 e il 28% in più rispetto al 2019.

Perché le insolvenze stanno aumentando?

Per il calo dei margini e l’aumento degli oneri finanziari. A livello globale le insolvenze sono ai massimi da dieci anni, e il conflitto in Medio Oriente potrebbe farle crescere ancora.

Cosa indica il rating B di Coface per l’Italia?

Indica un rischio di mancato pagamento “abbastanza elevato” nelle transazioni commerciali. L’Italia è l’unico Paese dell’Europa occidentale in cui Coface ha rilevato un peggioramento delle performance.

Quali mercati export sono più a rischio per le imprese italiane?

Le proiezioni Coface indicano più difficoltà di pagamento in Germania, Francia e Regno Unito, mentre per la Spagna se ne attendono meno.

Come si collega la crescita del PIL alle insolvenze?

Quando la crescita economica scende sotto l’1% le insolvenze tendono ad aumentare; sopra questa soglia tendono a diminuire, salvo cambiamenti normativi.

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Fonte dei dati: Coface, intervento di Pietro Vargiu al webinar Siderweb “Mercato & Dintorni”, settembre 2026. Approfondimenti sul sito di Coface Italia.